Giorno 2

Nonostante il vento siberiano che frustava i nostri corpi e rischiava di portarsi via tutta la mercanzia, e a cui si può imputare l’affluenza più bassa del solito per un sabato pomeriggio di sole nel parco, anche la seconda giornata del libero mercato di Piazza Vittorio è andata felicemente in porto. Ringraziamo tutti coloro che sono passati a dare il loro contributo (o anche solo un saluto), e in particolare la signora americana che ci ha lasciato un delizioso libro illustrato sulla Gift Economy (Economia del dono), che dovrebbe essere una lettura obbligata in tutte le scuole; i tre ragazzi di Indymedia e la loro montagna di ninnoli vari che hanno fatto felici non pochi bambini; il tipo con lo splendido cane nero che ci ha portato due giacche praticamente nuove (una delle quali mi ha probabilmente salvato dall’ipotermia); le due signore argentine del network delle organizzazioni internazionali a Roma; e infine il trotskista brasiliano. Per quanto penso sia inevitabile che io e M., almeno i primi tempi, fungiamo da “punto di raccolta” (specialmente quando uno ha solo una o due cose da dare via), esortiamo tutti coloro che hanno delle discrete quantità di roba da dar via di allestire un loro banchetto (che ovviamente, come nel nostro caso, può anche trattarsi di una vecchia tovaglia) insieme a noi. Così facciamo numero!

Abbiamo notato che i vestiti sono particolarmente difficili da dar via. È anche vero che stupidamente avevamo portato con noi solo una tonnellata di vecchie camicie a righe mie e di mio padre una identica all’altra (e non particolarmente affascinanti). Sono certo che la settimana prossima le gonne di M. riscuoteranno maggior successo! Abbiamo comunque deciso di donare parte delle 5 valigie di roba che abbiamo raccolto in queste settimane (vedi: le mie camicie a righe) a qualcuno che saprà farne un uso migliore di noi. Però vogliamo avere la certezza che i vestiti arrivino nelle mani di chi ne ha veramente bisogno e non vengano utilizzati per attività di finanziamento poco chiare. Conoscete qualche organizzazione che fa al caso nostro?

Infine, vi segnalo il sito del gruppo di San Francisco The Compact, diffusosi rapidamente in molte città americane ma poco conosciuto in Europa, i cui membri si impegnano a non comprare nulla di nuovo (con l’eccezione dei prodotti base: è concesso mangiare, tranquilli) per un anno. In un paese come il nostro in cui molta gente fa l’esatto opposto, risparmiando sui beni alimentari per comprarsi l’ultimo gadget hi-tech, una terapia shock come questa potrebbe essere l’unica cura possibile. Qualcuno se la sente di fare un tale fioretto?

Ci si vede sabato prossimo, sperando che il riscaldamento globale faccia il suo effetto…

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7 risposte a “Giorno 2

  1. regà l’idea del mercato è ottima e ci dispiace di avervi lasciato i gingilli ma avevamo cercato tutte cose diverse così k ci fosse qualcosa per tutti bisogna pubblicizzare di piu’ pero’ così veramente non avremo piu’ bisogno di comprare nulla..e soprattutto veramente ognuno troverà quello k cerca sempre e poi puo’ diventare ank una manifestazione bella magari ci si mette li si suona si gioca si socializza alla fine è piazza vittorio li!!!

  2. ma và che i gingilli andavano benissimo!
    piuttosto le carte di harry potter bella sola, tutti doppioni m’ avete lasciato! 🙂
    ci si vede alla prossima

  3. sì, la socializzazione è uno degli elementi più attraenti del mercato: questo sabato se riusciamo a rimediare un paio di thermos e un tavolino da campeggio (e qui lancio un appello nell’etere) pensavamo di offrire anche uno “spuntino” ai passanti…

  4. sono venuto questo sabato a trovarvi..ma…ma non vi ho trovato!! erano da pocco passate le 15, ho fatto un giro intero per la piazza poi ho desistito!!

    dove eravate?

    ciao a tutti,

    Pino

  5. ciao pino. eravamo nel parco! forse ti sei limitato a guardare sotto i portici?

  6. Oh no… Oggi sono stata presa dal lavoro e mi sono completamente dimenticata… Passo a trovarvi sabato prossimo (magari con vecchia tovaglia).

  7. ti aspettiamo la settimana prossima, allora. ora che non fa più così freddo, non avete più scuse! : )

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